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Che cos'è il TRUST?

Il TRUST è sicuro?


Perché istituire un TRUST?

Chi sono i soggetti del TRUST?

Disitaly Group e il Progetto D•TRUST

Why choose Us?

La corretta pianificazione patrimoniale e la gestione del passaggio generazionale sono tra le principali aree di focus del Gruppo Disitaly, tanto da sviluppare il progetto D•Trust in partnership con DBS TRUST Co. SpA – Milano, affidandone la Direzione tecnica al Prof. DAMIANO MONTANI, Dottore Commercialista, Revisore dei Conti, docente presso l’Università degli Studi di Bergamo per i corsi di “Valutazioni d’azienda” e di “Bilanci secondo i principi contabili internazionali”, docente presso l’Accademia della Guardia di Finanza per il corso di Ragioneria. La cultura della pianificazione patrimoniale, intesa come fatto progettuale e non da gestire in modo estemporaneo o perchè semplicemente forzati dagli eventi, fatica ad affermarsi in Italia. Un tema che sarà sempre più sentito negli anni a venire quando, in pochi lustri, oltre il 70% del patrimonio privato italiano passerà di mano per una semplice ragione anagrafica e senza alcuna garanzia che le tasse di successione non verranno aumentate e adeguate agli standard internazionali.

Why choose Us?

Basterebbe, invece, alzare lo sguardo per capire che in un paese dall’enorme ricchezza privata, un’età media tra le più alte al mondo e un impianto di tassazione successoria ampiamente al di sotto degli standard internazionali, la corretta pianificazione del passaggio generazionale rappresenterebbe una grande opportunità. Da anni il Gruppo Disitaly promuove il Trust come strumento giuridico principe e, grazie alla collaborazione con DBS TRUST Co., offre un pool di specialisti in ambito amministrativo, legale e fiscale che, analizzata la situazione patrimoniale e familiare del Cliente, le aspettative e i desideri dello stesso, elabora un progetto di pianificazione definendo tempi, strumenti e modalità per la sartoriale gestione di ogni fase di questo delicato processo.

Why choose Us?

Nel pieno rispetto della Legge e salvaguardando le necessità del Cliente e dei suoi eredi, si garantisce la messa in sicurezza del patrimonio per il futuro possesso o semplice godimento. Nell’ambito del progetto di pianificazione, diversi sono gli istituti che possono essere sapientemente affiancati al Trust per dare adeguata risposta alle più svariate esigenze e accompagnare il Cliente nelle scelte di destinazione del patrimonio. Si pensi, ad esempio, agli elementi di criticità che entrano in gioco se, oltre al patrimonio privato, consideriamo il passaggio delle redini di un’azienda, familiare o quotata che sia. In questo caso la corretta pianificazione del passaggio della gestione, risulta fattore discriminante per la continuità dell’azienda stessa.


   











Il Trust. Domande & Risposte.

Che cos'è il Trust?

Il Trust è uno strumento giuridico che permette di separare un insieme di beni dalla propria sfera personale, dando loro una particolare destinazione. Se, ad esempio, destiniamo la casa di famiglia e un conto corrente a proteggerci il giorno in cui saremo anziani e deboli, oppure a proteggere nostro figlio quando avrà necessità di aiuto, la casa di famiglia e il conto corrente rimarranno vincolati allo scopo assegnato. Nessuno potrà impossessarsene, nessuno potrà destinarli ad altri scopi e ogni nostra responsabilità verso terzi non aggredirà questi beni, ma solamente i beni non assegnati in Trust.

Chi sono i soggetti del Trust?

• Il disponente: è colui che possiede i beni, li assegna al Trust e decide a quale scopo debbano essere destinati. Davanti al notaio firma un atto istitutivo, con il quale stabilisce come questi beni saranno amministrati, come andranno in successione, come i beneficiari ne godranno e tutte le altre regole necessarie ad amministrare e gestire correttamente il patrimonio.
• il beneficiario: è colui che godrà dei beni. Inizialmente come reddito (durante la vita del Trust) e successivamente come capitale (al termine del Trust). Di solito il disponente si autonomina anche beneficiario del solo reddito: così potrà godere dei beni fino a quando sarà in vita, lasciando agli eredi (altri beneficiari) il capitale, solo dopo la propria morte.
• Il trustee: è colui che si intesta i beni e li gestisce in Trust. Di solito è una Trust Company professionale.
• Il guardiano: è un amico fidato, un parente, un professionista di grande fiducia. Sorveglia l’operato del trustee affinché gestisca il patrimonio in modo corretto.

Il Trust è legale?

Assolutamente sì. Non ha nulla a che vedere con paradisi fiscali o società offshore. È riconosciuto dalla Legge italiana, paga regolarmente le tasse e, se correttamente istituito e gestito, è giuridicamente tutelato.

E’ pericoloso intestare i propri beni a una Trust Co.?

È un’obiezione che non ha motivo di esistere. Se il Trust è ben istituito e la Trust Company è seria e affidabile, non si corre nessun rischio, poiché:• una Trust Company seria, gestisce correttamente i patrimoni affidati dai clienti, esponendo il proprio nome e quello dei propri amministratori alle sanzioni civili e penali in caso di cattiva gestione;• il disponente può sempre ottenere precisi riscontri, attraverso lo scambio di lettere di intenti che permettono un’informazione riservata e trasparente;• il guardiano é informato di ogni operazione straordinaria posta in essere dalla Trust Company. Il guardiano, in caso di dubbio, può revocare la Trust Company e nominarne un’altra;• è consentito nominare un Collegio Sindacale: professionisti iscritti a un albo, responsabili del controllo dell’operato della Trust Company.Il Trust non è un’operazione rischiosa e chi ne asserisce il contrario, è semplicemente male informato.

Esiste un limite minimo di patrimonio assegnabile in Trust?

Anche i più piccoli patrimoni possano essere assegnati in Trust. Dipende principalmente dalle prospettive del disponente, che potrebbe decidere di creare un piccolo Trust in giovane età per farlo crescere durante tutta la sua vita, avendo da subito messo al riparo i propri risparmi.

Quanto costa il Trust?

Trattandosi di uno strumento complesso, il prezzo del trust può rivelarsi di una certa entità. In generale, i costi sono i seguenti:• costi di istituzione: è l’importo dovuto alla Trust Company. Comprende lo studio della situazione famigliare, della successione, dei rapporti di famiglia, della fiscalità della famiglia e delle imprese a essa collegate, della governance aziendale. Comprende i costi dell’atto notarile per l’istituzione e per l’assegnazione dei beni;• imposte di donazione o di successione: l’assegnazione in Trust può sostituire di fatto la successione. Si versano pertanto le imposte di donazione o di successione sui beni assegnati. Imposte al momento molto favorevoli, per le quali si prevede un futuro inasprimento;• costi di gestione: rappresentano i costi annuali sostenuti dalla Trust Company per la gestione del Trust: comprendono la gestione ordinaria, la contabilità e la dichiarazione dei redditi del Trust. L’ammontare di tale costo varia in base alle scelte del disponente in relazione all’entità dei servizi richiesti al trustee. È un costo molto contenuto rispetto al patrimonio. Spesso l’assegnazione in Trust potrebbe costare meno di una normale successione.

Il Trust ha vantaggi fiscali?

Il Trust può dare vantaggi fiscali, a norma di Legge, specialmente derivanti dall’imposta sulle successioni, in quanto applica la vigente normativa in materia, attualmente molto vantaggiosa. Il vantaggio fiscale non giustifica mai da solo l’istituzione di un Trust. Chi istituisce un Trust lo fa per i grandi vantaggi in termine di segregazione, successione, gestione del patrimonio.

Perché si istituisce un Trust?

Le motivazioni alla base dell’istituzione di un Trust sono svariate. Fra le più ricorrenti:
• dubito della correttezza del mio coniuge e voglio proteggere ciò che possiedo;
• desidero tutelare il mio coniuge anche quando non sarò più in vita, garantendogli la stessa protezione e tenore di vita odierno;
• i miei figli sono brave persone, ma con chi si sposeranno un giorno?
• i miei figli sono ancora molto giovani. Chi prenderà le redini del patrimonio nel caso dovessi mancare prematuramente, si comporterà correttamente con loro?
• non sono più in grado di gestire le mie attività e vorrei un supporto. Di chi mi posso fidare?
• desidero vivere all’estero e lasciare l’Italia. Chi gestirà i miei immobili di famiglia? Chi riscuoterà gli affitti? Chi programmerà le manutenzioni?
• temo che una disgrazia possa privarmi del benessere al quale sono abituato: vorrei possedere una riserva di sicurezza intoccabile, qualunque cosa accada;
• mio figlio è disabile: chi se ne occuperà un giorno, lo accudirà al meglio?
• vorrei intestare i miei beni, già da oggi, ai miei nipoti. Ma se non dovessero risultare riconoscenti?
• vorrei pianificare oggi la mia successione e nei prossimi 40 anni vedere come funziona, per magari modificarla;
• mio figlio è un gran lavoratore, ma suo fratello pensa solo a divertirsi. Cambierà? Chi lo proteggerà da sé stesso? Come fare a razionare il patrimonio affinché non possa mai ridursi in miseria ed evitare di penalizzare il figlio volonteroso?
• desidero sentirmi libero e senza pensieri perché i miei beni sono al sicuro.

Perché assegnare l’azienda di famiglia a un Trust?

Perché il Trust diventa l’unico azionista. Le decisioni sono fluide e le votazioni non sono disperse fra tanti eredi, ciascuno dei quali pensa solo al proprio tornaconto. Il Trust pensa innanzitutto all’azienda, nell’interesse della famiglia.

Quali beni si assegnano in Trust?

Qualsiasi bene può essere segregato in Trust :
• denaro;
• investimenti e polizze vita;
• quote di fondi comuni;
• azioni e obbligazioni quotate e non quotate;
• diritti di credito;
• beni immobili;
• aziende;
• titoli di partecipazione in società in genere, fra cui quelle di famiglia;
• diritti d’autore;
• beni e oggetti preziosi;
• collezioni d’arte;
• beni di pregio;
• altri beni mobili in genere.

Quanto dura un Trust?

Il termine del Trust è fissato nell’atto istitutivo, con la durata massima di 90 anni. Sarebbe preferibile che il Trust durasse più della vita del disponente: in caso contrario, il disponente riceverebbe ancora in vita i beni da lui stesso assegnati e il Trust perderebbe qualsiasi funzione successoria. Il Trust può permettere di scavalcare una generazione: ad esempio, il disponente istituisce il Trust a favore del figlio e del nipote (figlio del figlio). Il disponente gode del reddito degli investimenti; il figlio gode per tutta la vita del reddito degli investimenti; il nipote gode del reddito degli investimenti e al termine del Trust riceve il capitale.

Quando non si può istituire un Trust?

Non può essere ideato per frodare i creditori, né per fuggire dai debiti tributari. Il Trust protegge da qualsiasi incidente, purché avvenuto dopo la sua istituzione e senza premeditazione. I patrimoni devono essere ovviamente di provenienza lecita e non possono derivare da evasione o da reati di alcun genere. Un Trust permette di compiere azioni esclusivamente e pienamente legali.

Posso riavere i beni assegnati in Trust?

Si, secondo le modalità inserite nell’atto istitutivo del Trust e disposto nelle “lettere di intenti”. Resta inteso che tale operazione deve essere sconsigliata, in quanto non solo vanifica lo scopo successorio, ma elimina la sicurezza data dalla segregazione dei beni.

Non posso più gestire personalmente i beni in Trust?

I beni segregati, non possono essere direttamente gestiti da chi li ha assegnati al Trust. Tuttavia, l’atto istitutivo e le lettere di intenti permettono che il bene sia gestito dalla Trust Company in osservanza dei desideri del disponente.

Cosa sono le “lettere di intenti” o “letters of whishes”?

Sono lettere con cui il disponente “integra” le volontà espresse nell’atto istitutivo del Trust. Con queste lettere, scritte in modo riservato, il disponente comunica al trustee, informazioni o modifiche della situazione famigliare, raccomanda di seguire le proprie direttive generali nella gestione dei beni, consiglia le opzioni tecniche da intraprendere. Il trustee gestisce gli interessi del Trust armonizzandoli alle direttive del disponente, purché non siano lesive degli interessi del patrimonio e del Trust.

Perché rivolgersi ad una Trust Company? Non posso fare tutto da solo?

È possibile che il disponente si auto-nomini trustee, evitando i costi della Trust Company. Si tratta del cosiddetto “Trust auto-dichiarato”. La Cassazione ha però più volte manifestato serie perplessità sulla validità di questo tipo di Trust, dove di fatto la segregazione del patrimonio è solo apparente, in quanto il disponente continua a gestire personalmente i propri beni. Questo Trust non tutela adeguatamente il patrimonio segregato e si potrebbe pertanto rivelare inutile proprio nel momento del bisogno.

Cosa succede se la Trust Company ha dei debiti o fallisce?

Il Trust non risente delle vicessitudini della Trust Company. Il patrimonio del Trust è infatti segregato non solo rispetto al patrimonio del disponente e dei beneficiari, ma anche rispetto al patrimonio del trustee e della Trust Company.

Cosa devo fare se non mi fido più della Trust Company?

Se il rapporto con la Trust Company dovesse incrinarsi, il guardiano può con una semplice scrittura notarile, nominare un’altra Trust Company, trasferendo a essa il Trust, senza alcuna conseguenza, poiché il Trust è basato sulla fiducia e se questa viene meno, il rapporto deve potersi interrompere con semplicità.

Quali informazioni rilascia la Trust Company sulla gestione del Trust?

Ogni anno la Trust Company redige il bilancio della gestione del Trust e lo sottopone all’approvazione del guardiano che vigila sulla gestione contabile. Alle scadenze di Legge, la Trust Company invia la dichiarazione dei redditi per conto del Trust.

Perché dovrei permettere a un soggetto estraneo, di gestire i miei beni?

Il soggetto estraneo in questione è rappresentato da un trustee collaudato e, se consideriamo che i beni possono considerarsi al sicuro solo quando non sono nel possesso di una persona fisica, la risposta viene da sé. Finché il disponente è in vita, può comunque intervenire nella gestione, modificando l’atto istitutivo o indirizzando al trustee le proprie direttive, attraverso le letters of wishes.

 

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